Don Milani: dal diritto all’obiezione al “dovere di non obbedire”
DOI:
https://doi.org/10.13129/2785-0919/argo.3186Palabras clave:
Disobbedienza civile, Obiezione di coscienza, Primato della coscienza, Responsabilità individuale, Scuola di BarbianaResumen
L’analisi riguarda la vicenda che vide don Milani impegnato dapprima nella difesa del diritto all’obiezione di coscienza e poi del dovere di non obbedire a qualsiasi legge, assumendone le conseguenze. Egli affermò il primato della coscienza e della responsabilità individuale: un messaggio eticamente e civilmente assai importante, in un momento di svolta come quello odierno.
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The analysis concerns the experiences where Don Milani had been engaged firstly in the defense of the right to conscientious objection and secondly in the duty not to obey any law, assuming the consequences of these choices. He affirmed the primacy of conscience and individual responsibility: a message that is ethically and civilly very important, in a moment of change such as we live today.
Referencias
L. Milani, Lettera ai Cappellani militari Lettera ai Giudici, a cura di S. Tanzarella, Trapani, Il Pozzo di Giacobbe, 2017.
Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1967. Sulla forza espressiva, oltre che contenutistica, di questo libro, si veda il recente: V. Roghi, La lettera sovversiva. Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole, Bari, Editori Laterza, 2017.
Don L. Milani, L’obbedienza non è più una virtù e gli altri scritti pubblici, a cura di C. Galeotti, Roma, Stampa Alternativa, 1998, pp. 15 e 23; L. Milani, Lettera ai cappellani militari Lettera ai giudici, cit., p. 108.
S. Oliviero, Don Milani nell’Archivio della Fondazione don Nesi, in C. Betti (a cura di), Don Milani fra storia e memoria. La sua eredità quarant’anni dopo, Milano, Unicopli, 2009, p. 155.
Don L. Milani, esperienze pastorali, Firenze, Libreria editrice fiorentina, 1957, p. 203.
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