Fuoriuscite. Memorie al femminile dell'esilio antifascista
DOI:
https://doi.org/10.6092/2240-7715/2020.1.1-27Resumen
Esiste una specificità di genere nelle memorie dell’antifascismo in esilio? Certamente, e, per come si evince da questo breve saggio (anticipazione di un più vasto studio cui attende l’Autore), tale specificità va individuata in almeno tre ordini di fattori: la maggiore attenzione dedicata dalle donne, superando la dimensione prevalentemente politica delle memorie maschili, alla “quotidianità” dell’esperienza fuoruscita; la loro particolare considerazione di aspetti tutt’altro che marginali nella vicenda del fuoruscitismo quali i rapporti di coppia e, in taluni casi, con i figli; la loro speciale sensibilità verso i risvolti psicologici della condizione dell’esule.
Le memorie che prendiamo in esame attengono a cinque antifasciste di diverso colore politico: Vera Funaro, moglie di uno dei più noti e prestigiosi esponenti dell’ala riformista del Partito socialista quale Giuseppe Emanuele Modigliani; Teresa Noce, figura di spicco del Partito comunista nell’esilio e nella clandestinità, coniugata al leader comunista Luigi Longo; Luce Fabbri, figlia del militante e pensatore anarchico Luigi; Joyce Salvadori, compagna di vita e di lotte di uno dei maggiori esponenti di Giustizia e Libertà quale Emilio Lussu; Lidia Campolonghi, figlia di Luigi, cofondatore con Alceste De Ambris della Lega italiana dei diritti dell’Uomo (Lidu).
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