Identità e frontiere religiose e culturali nel modello di alfabetizzazione delle Alpi

Autores/as

  • Maurizio Piseri Università degli Studi della Valle d'Aosta

DOI:

https://doi.org/10.13129/2785-0919/2024.2.35-53

Palabras clave:

lpi, Scuola, Alfabetismo, Ottocento, Alps, School, Literacy, 19thc Century

Resumen

Nella prima metà dell’Ottocento, nonostante la loro povertà, le Alpi sono tra le regioni più alfabetizzate d’Europa. Il saggio cerca di analizzare i fattori di questo primato alpino. Il primo aspetto esaminato è il sistema scolastico. Possiamo affermare che esiste un modello alpino di scolarizzazione. Tratto caratteristico di questo modello è la coincidenza tra i soggetti che organizzano l’offerta e i soggetti che esprimono la domanda di istruzione. Sia gli uni che gli altri emanano dalla comunità. Ne deriva che i modelli culturali trasmessi dalla scuola alpina sono quelli propri di una cultura popolare e non rispondono agli obiettivi di conformazione sostenuti dalla cultura elitaria attraverso i modelli scolastici affermati nelle pianure e nelle città. La seconda parte del saggio è dedicata all’analisi dei fattori di alfabetizzazione attivi nel mondo alpino. Essi possono essere individuati nella forte diffusione della piccola proprietà, nella compenetrazione tra doveri familiari e doveri civici e dall’emigrazione. Per le popolazioni delle alte valli alpine, l’emigrazione rappresenta non solo una strategia di sopravvivenza ma anche un potente fattore di alfabetizzazione. L’emigrazione è associata ad una specializzazione artigianale che spesso è caratterizzata da una elevata competenza tecnica (armaioli, capimastri, fonditori, peltrai e così via). Per l’emigrante stagionale leggere e scrivere sono competenze fondamentali per la sua esistenza lontano dal villaggio e per mantenere i contatti con la propria famiglia. Questo spiega perché l’emigrazione alpina, anche quando interessa delle attività artigianali non specializzate e umili servizi, è sempre molto alfabeta. L’alfabetismo, per le popolazioni alpine, rappresenta il codice di una propria identità culturale e una forma di resistenza alla cultura elitaria. Attraverso l’esperienza degli emigrati e dei sacerdoti, un dialogo con la cultura elitaria è possibile senza denaturare la propria identità.

Despite their poverty, the Alps are one of the most literate countries in the first half of 19th Century Europe. The aim of this essay is to analyze the factors of the alpine literacy. The school system is the first factor examined. We can assert the existence of an alpine pattern of schooling. This pattern is characterized by the common source producing the offer and the request of education: in both cases this source are the households of the village. Consequently, the cultural patterns transmitted by the alpine school are the patterns ofa popular culture and identity. Therefore, the alpine school is unrelated to the purposes of cultural colonization planned by the elites through their cultural supremacy and their schooling politics. The second part of this essay is voted on the factors of literacy in the alpine space. The main factors are the connection amongst the householding and civic duties, the wide presence of the little property and the seasonal migration. In the higher districts of the alpine valleys, the migration is a strategy in order to survive and, in the meanwhile, a good reason to learn reading and writing. The seasonal migration is a stimulus to the development of a specialized and high skilled handcraft, founded on the local natural resources (gunsmiths, master builders, melters, pewterers, woodcrafters and so on). Nevertheless, for an emigrant. reading and writing are necessary to live and work in an urban context and to conserve a relationship with his family. That explains why the literacy is highly widespread even among the not specialized artisans and among the providers of humble services, like chimney sweepers and porters. Literacy, for the alpine people, is the codex of an its own identity as well as a form of resistance to the elitarian culture. Throughout the urban experiences of the migrants and the priests a dialogue with the elitarian culture was possible. However, such a dialogue did not bring to a denaturation of the alpine cultural heritage as far as the end of 19th Century.

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Publicado

2025-04-10

Número

Sección

Studi e ricerche