La lucerna e il coltello. La favola di Amore e Psiche fra volgarizzamenti, rielaborazioni, novelle
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https://doi.org/10.13129/2421-4191/2024.10.53-82Parole chiave:
Mito, novella, teatro, Apuleio, Asino d’oro, Amore e Psiche Myth, tales, theatre, Apuleius, Golden Ass, Cupid and PsycheAbstract
La fortuna cinquecentesca del mito di Amore e Psiche ha origine dalla diffusione dell’Asino d’oro di Apuleio tradotto dal Boiardo. Più specificamente, la favola era stata reinterpretata da Nicolò da Correggio (1490) e da Galeotto del Carretto, autore delle Noze de Psiche e Cupidine (1502). Nel corso del xvi secolo, le Metamorfosi conoscono la nuova traduzione del Firenzuola, mentre, sul fronte della circolazione della novella più nota, si registrano attestazioni letterarie e pittoriche. In questa sede, tenendo pure conto della traduzione della favola di Niccolò Granucci (1566), si guarderà con attenzione alla tradizione narrativa e ci si soffermerà su alcune interessanti riprese. Come quella di una novella di Bandello (i libro, lix) dedicata all’umanista Giorgio Beccaria che, della sola favola di Psiche, aveva realizzato nel 1503 una versione volgare.
The 16th-century fortune of the myth of Cupid and Psyche originates from the dissemination of Apuleius' Golden Ass translated by Boiardo. More specifically, the fable was reinterpreted by Nicolò da Correggio (1490) and Galeotto del Carretto, author of the Noze de Psiche e Cupidine (1502). In the 16th century, the Metamorphoses were re-translated by Firenzuola, while literary and pictorial expressions of the better-known novella were recorded. Here, taking into account the translation of the tale by Niccolò Granucci (1566), we will take a close interest in the narrative tradition and focus on a few interesting adaptations. Such as that of a novella by Bandello (i, lix) dedicated to the humanist Giorgio Beccaria who had realised a vernacular version of the fable of Psyche in 1503.Riferimenti bibliografici
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