Tra l’Ainulindalë e il Máelvarstal: poiesis, mitopoiesis e cosmopoiesis in J.R.R. Tolkien e Francesco Benozzo
Abstract
Questo saggio confronta la concezione di poiesis, mitopoiesis e cosmopoiesis in J.R.R. Tolkien e Francesco Benozzo. Se nell’Ainulindalë tolkieniano il mito cosmogonico riflette il ruolo del sub-creatore che partecipa all’opera divina, nel Máelvarstal di Benozzo la poesia diventa strumento di nominazione e reinvenzione del mondo in dialogo con la scienza contemporanea. L’analisi mostra consonanze nell’idea del linguaggio come forza generativa e nell’atto poetico come creazione di senso ma anche differenze radicali: la cosmopoiesi mitica e provvidenziale di Tolkien contrasta con la visione di Benozzo, segnata da casualità, imperfezione e continua rigenerazione. Entrambi, tuttavia, propongono la poesia come via di accesso all’immaginario e come risposta al bisogno umano di mito.
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This essay compares the concepts of poiesis, mythopoiesis, and cosmopoiesis in J.R.R. Tolkien and Francesco Benozzo. While in Tolkien’s Ainulindalë the cosmogonic myth reflects the role of the sub-creator participating in the divine work, in Benozzo’s Máelvarstal poetry becomes a tool for naming and reinventing the world in dialogue with contemporary science. The analysis reveals similarities in the idea of language as a generative force and the poetic act as the creation of meaning, but also radical differences: Tolkien’s mythical and providential cosmopoiesis contrasts with Benozzo’s vision, marked by chance, imperfection, and continuous regeneration. Both, however, propose poetry as a gateway to the imagination and as a response to the human need for myth.
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