Chiesa e sistema educativo nell'Italia del XVI Secolo
DOI:
https://doi.org/10.13129/2035-858X/QdI.2024.103-120Abstract
Obiettivo del saggio è offrire un quadro di sintesi del ruolo delle istituzioni ecclesiastiche e della sensibilità religiosa nello sviluppo del sistema educativo italiano del XVI secolo. Il Cinquecento, è noto, segna uno spartiacque nella storia della scuola e dell’alfabetismo. È, infatti, con il Cinquecento che prende avvio il processo di alfabetizzazione di massa dell’Europa Occidentale. L’ampliamento degli accessi all’istruzione fu stimolato da fattori politici, economici (come la nascita dello Stato moderno e delle grandi compagnie commerciali) e culturali (la maggiore accessibilità alla lettura grazie all’evoluzione delle tecniche di stampa). Tuttavia, il contributo delle autorità civili allo sviluppo dei sistemi scolastici è marginale perché protagonisti sono le Chiese riformate e la Chiesa cattolica. L’intervento della Chiesa non è diretto ma è mediato ora da istituti ecclesiastici ora da una sensibilità religiosa che spinge i fedeli a fondare scuole per atto testamentario. Carlo M. Cipolla afferma che, nelle complesse dinamiche tra istruzione e sviluppo socioeconomico, vi è una sola certezza: nei momenti storici segnati da grandi trasformazioni, il mancato investimento in istruzione porta a un inesorabile declino. Nel Cinquecento, pertanto, possiamo vedere l’origine della dicotomia che ancora oggi separa l’Italia Settentrionale dall’Italia Meridionale. Il Nord investe in istruzione e coglie un’occasione di sviluppo andata persa nel Sud come in altre regioni mediterranee. La Lombardia rappresenta un modello esemplare a riguardo. Il progetto di riforma civile e religiosa di Carlo Borromeo ha il suo perno nella scuola. Ogni categoria sociale deve ricevere un’istruzione di impianto confessionale e commisurata alle proprie esigenze professionali e sociali. Il saggio non tralascia di analizzare il contributo dei nuovi ordini religiosi nella costruzione del nuovo sistema educativo, tanto rivolto alle classi popolari quanto rivolto alla borghesia e alle élite.
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