PEDAGOGIA INTERCULTURALE, PLURILINGUISMO ED EDUCAZIONE EUROPEISTA NELLA PRASSI PEDAGOGICA: OTTO FILTZINGER E L’ISTITUTO IPE DI MAINZ
DOI:
https://doi.org/103271/Resumen
La figura di Otto Filtzinger non si è contraddistinta solo per il suo grande contributo al dibattito e allo sviluppo concettuale della pedagogia interculturale in Germania, Italia e in diverse altre realtà europee ma anche – e soprattutto – per essere riuscito a declinare in maniera pragmatica i principi di questo approccio nella realtà pedagogica della scuola dell’infanzia. Ciò si è realizzato e continua a realizzarsi attraverso la fondazione, nel 1989 a Mainz, dell’Institut für interkulturelle Pädagogik im Elementarbereich (IPE, ovvero “Istituto per la pedagogia interculturale nella scuola dell’infanzia”) del quale Otto Filtzinger è rimasto direttore fino al dicembre 2020. Il presente contributo vuole rendere omaggio all’impegno profuso da questo pedagogista che, in ambito europeo, ha impresso dinamicità all’evoluzione dei contesti teorici, storici e geografici in cui ha operato riuscendo ad attivare processi interculturali di ampio respiro, dando l’avvio a diversi progetti dell’IPE e affrontando con grinta le non poche resistenze istituzionali incontrate. Convinto assertore della composizione irreversibilmente multiculturale e plurilingue della società, egli si è battuto, a partire dai primi anni Ottanta, per il finanziamento di progetti per il sostegno delle lingue materne per i bambini di origine straniera e per l’inserimento di “personale pedagogico straniero” nelle scuole dell’infanzia. Nell’articolo si vuole (1) illustrare i pilastri teorici dell’IPE definiti dal suo fondatore e da numerosi altri collaboratori e collaboratrici, (2) esplicitare i compiti essenziali dell’Istituto in relazione alla prassi pedagogica fornendone esempi concreti e (3) tentare di trarre delle conclusioni in merito all’attualità e alle sfide future che attendono la struttura ma anche a possibili nuove applicazioni ed evoluzioni del concetto di educazione interculturale. Die Figur von Otto Filtzinger zeichnete sich nicht nur durch seinen enormen Beitrag zur Debatte und konzeptionellen Entwicklung der interkulturellen Pädagogik in Deutschland, Italien und in verschiedenen anderen europäischen Ländern aus, sondern auch - und vielleicht vor allem - durch seine pragmatische Fähigkeit, die Prinzipien dieses Ansatzes in die pädagogische Realität des Kindergartens zu übertragen. Erreicht wurde und wird dies durch die Gründung des Instituts für interkulturelle Pädagogik im Elementarbereich (IPE) im Jahr 1989 in Mainz. Dieses wurde von Otto Filtzinger bis Dezember 2020 geleitet. Mit diesem Beitrag möchten wir das ständige, sehr konkret Engagement dieser Persönlichkeit würdigen, die sich nicht selten durch Schwierigkeiten auf Grund der schnellen Entwicklung der theoretischen, historischen und geografischen Kontexte, in denen verschiedene Projekte des IPE konzipiert wurden, durchkämpfte musste. Aber es gab und gibt auch viele Widerstände angesichts der innovativen und weitreichenden Ideen, die von der faktischen Anerkennung der unumkehrbaren multikulturellen und mehrsprachigen Zusammensetzung der Gesellschaft inspiriert sind (z. B. die Aufforderung, Projekte zur Förderung der Muttersprache für Kinder ausländischer Herkunft zu finanzieren und "Ausländische pädagogische Mitarbeiter*innen" in Kindergärten ab Anfang der 1980er Jahre einzustellen). Ziel des Artikels ist es, (1) die von seinem Gründer und zahlreichen weiteren Mitarbeiter*innen erarbeiteten theoretischen Säulen des IPE zu veranschaulichen, (2) die wesentlichen Aufgaben des Instituts in Bezug auf die pädagogische Praxis anhand konkreter Beispiele zu erläutern und auf dieser Grundlage zu versuchen (3), sowohl auf zukünftige Herausforderungen des IPE aber auch auf mögliche neue Anwendungen und Entwicklungen der interkulturellen Bildung auszublicken.Descargas
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