L’arcipelago pedagogico nel mare delle disuguaglianze contemporanee. Pratiche d’inclusione
DOI:
https://doi.org/10.13129/2035-858X/QdI.2025.73-86Keywords:
urban periphery, inclusion, dispositif, social pedagogy, mosaic art, pedagogia sociale, arte mosaicaleAbstract
Many discourses, common sense, and pedagogy itself speak of inclusion: sport, a convivial gathering, any experience that fosters integration, participation, and social agency thereby become inclusive. For this very reason "inclusive" education risks losing its own pedagogical specificity, dissolving into a self-evidence devoid of reflection. This essay seeks to recover what, within an inclusive intervention, can be specifically pedagogical. Taking as its starting point an educational-artistic mosaic project carried out in Tor Bella Monaca by the Fonte di Ismaele Association, inclusion is read as the intentional arrangement of a field of experience. Education then reveals itself as an intermediate region, guarding the threshold between centre and periphery, and as a mediating one, joining them and allowing those who live at the margins an experience of civic participation and of individual and social transformation. Pedagogical discourse thus acquires a place within the archipelago of the human sciences
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