Un'idea possibile di scuola nel Mezzogiorno del secondo Dopoguerra. Sguardi retrospettivi e spaccati ambivalenti
DOI:
https://doi.org/103271/Abstract
Il contributo intende proporre una riflessione sul ruolo centrale e determinante della scuola all’interno della società italiana del secondo dopoguerra; una riflessione incoraggiata e sostenuta soprattutto da una nuova e diversificata ricerca storico-educativa emergente in quegli anni, impegnata anche a denunciare le debolezze del sistema scolastico pubblico, ancora troppo frammentato e problematico che, sostanzialmente, faticava a colmare il grave ritardo accumulato fino a quel momento. Questo articolato processo di revisione e di ricostruzione storiografica ha avuto il merito, inoltre, di aver contribuito a disvelare anche le diverse contraddizioni che, ancora in quegli anni, continuavano a palesarsi soprattutto nelle scuole delle aree più depresse della penisola. Proprio in questi contesti più problematici e difficili si tenta di far assumere alla scuola una fisionomia più originale possibile, che intenzionalmente bandisce l’indolenza e il vittimismo, e che incarna, nella sensibilità e nell’azione di maestri lungimiranti, l’espressione più profonda di un impegno strategico che guarda con consapevolezza e fermezza, in una prospettiva molto più ampia, alle potenziali opportunità della scuola e dell’istruzione in generale. The contribution intends to propose a reflection on the central and determining role of the school within the post-war Italian society. This reflection encouraged and supported above all by a new and diversified historical-educational research emerging in those years. It is also committed to denouncing the weaknesses of the public school system, still too fragmented and problematic. Substantially, it was hard to fill the serious delay accumulated until that moment. This complex process of revision and historiographical reconstruction has also had the merit of having helped to unveil the various contradictions of those years. They continue to reveal themselves especially in the schools of the most depressed areas of the peninsula. It is precisely in these more and more difficult contexts that the school tries to make it self look as original as possible. It intentionally tends to banish indolence and victimization and embodies, in the sensibility and action of visionary masters, the most profound expression. A strategic commitment that looks with awareness and firmness, in a much broader perspective, to the potential opportunities of school and education in general.Downloads
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