Il "sabato fascista" un modello pedagogico dogmatico e omologante
DOI:
https://doi.org/103271/Abstract
L’ideologia fascista, piuttosto che essere elaborata in teorie scritte, fu espressa esteticamente, in modo efficace e suggestivo, tramite le più disparate espressioni culturali quali l’arte, il cinema, il teatro e le manifestazioni sportive, diffusamente utilizzate dal regime per alimentare il consenso politico e un immaginario collettivo costruito attraverso i riti e i simboli di un nuovo stile politico. Il presente contributo si concentra sul «Sabato fascista», appuntamento settimanale istituito con Regio Decreto-Legge 20 giugno 1935, n.1010, attraverso il quale il regime rese obbligatoria la partecipazione del popolo ad attività di massa a carattere addestrativo, politico, professionale, culturale e sportivo. Distinto nettamente dal sabato semi-festivo, adottato in altri Paesi a titolo di riposo e di tempo libero, per la sua portata sociale e politica, il «Sabato fascista» divenne un giorno destinato all’esercizio di un’azione pedagogica omologante, svolta su larga scala, in linea con gli obiettivi politici del regime fascista. Fascist ideology was not elaborated in written theories, but expressed aesthetically, in an effective and suggestive way, through different cultural expressions such as art, cinema, theater and sporting events, used by the regime to feed the political consensus, built through the rites and symbols of a new political style. The present contribution will focus on the «Sabato fascista», established with R.D.L. 20 June 1935, n.1010, which made the participation of the people compulsory for mass activities of a training, political, professional, cultural and sporting nature. Distinguished clearly from the semi-festive Saturday of other countries, due to its social and political significance, the «Sabato fascista» became a day destined to the exercise of a homologating pedagogical action, carried out on a large scale, in line with the political objectives of the fascist regime.Downloads
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