Frontiere educative e Scuole di montagna
DOI:
https://doi.org/10.13129/2035-858X/QdI.2025.185-192Parole chiave:
Scuola rurale, Pedagogia Freinet, Sergio Bosonetto, Frontiere educative, Valle d’AostaAbstract
Il saggio analizza le esperienze scolastiche di S. Bosonetto in Valle d’Aosta nel secondo dopoguerra, mettendole in relazione con il metodo di C. Freinet. In un contesto di isolamento geografico e transizione linguistico-culturale, queste pratiche didattiche nelle scuole di montagna si configurano come una resistenza pedagogica. Attraverso l’analisi di documenti d’archivio e giornalini scolastici, il lavoro ricostruisce come questi villaggi siano diventati “confini culturali” dove si sperimentava una traduzione pedagogica. Questa integrava l’esperienza quotidiana dei bambini, figli di contadini, con un’educazione critica, laboratoriale e cooperativa.
L’approccio valorizzava la lingua materna, la memoria collettiva e il paesaggio come risorsa didattica, discostandosi dai modelli trasmissivi. L’eredità dei due maestri riafferma la scuola come presidio di democrazia e giustizia sociale nei territori periferici e rurali.
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