Cpia e frontiere educative: margini simbolici, Pratiche trasformative
DOI:
https://doi.org/10.13129/2035-858X/QdI.2025.165-173Parole chiave:
CPIA, adult education, marginalità educativa, interculturalità, frontiere educativeAbstract
L’esperienza L’esperienza dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) si colloca nel cuore delle “frontiere educative” del presente, non solo per l’utenza – spesso migrante, con percorsi di scolarizzazione frammentati o assenti – ma anche per la natura sospesa tra innovazione didattica, precarietà strutturale e marginalità istituzionale. Il contributo indaga il ruolo dei CPIA come spazi di passaggio e soglie esistenziali, in cui si articolano strategie di inclusione e di interculturalità. I CPIA, spesso narrati come “corsi per stranieri” o come soluzioni di adempimento normativo per l’analfabetismo adulto, si rivelano invece come laboratori pedagogici dove si sperimentano forme di alfabetizzazione critica, mediazione interculturale, e costruzione di cittadinanza plurale
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