Sottrarre le immagini alla violenza. Aki Kaurismäki e il margine

Autori

  • Angelica Rocca Università degli Studi di Messina

DOI:

https://doi.org/10.13129/2499-8923/2026/1/5556

Abstract

Il presente saggio intende considerare il silenzio dell’immagine di Kaurismäki in netto contrasto con l’attuale panorama mediatico, caratterizzato da una stratificazione sempre più densa di narrazioni visive e da un’anestesia senza precedenti nei confronti della violenza del visivo, anche alla luce del rifiuto di una rappresentazione diretta della guerra. L’intenzione è quella di definire il cinema di Kaurismäki come una ‘poetica del margine’ che si esprime sia nell’uso di ‘figure del margine’ (personaggi collocati ai livelli più bassi della gerarchia economico-sociale), sia nella peculiare funzione narrativa del fuori campo come spazio ‘oltre il margine’ dell’inquadratura, nel quale viene spostato l’evento significativo, in particolare la guerra. L’obiettivo è far sì che il silenzio gestuale di queste figure del margine, intese come nuove forme di soggettività resistenti al paradigma dell’immagine-azione, e il silenzio dell’immagine convergano in una poetica della sottrazione che può essere considerata soprattutto come sottrazione dalla violenza.

«Peloro»

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Pubblicato

2026-07-23