Lo spazio linguistico della pace. Dalla Pax calculatoria alla traduzione

Autori

  • Pantaleone Condello Università degli Studi di Messina

DOI:

https://doi.org/10.13129/2499-8923/2026/1/5552

Abstract

Il presente contributo esamina la trasformazione dell’esperienza linguistica contemporanea determinata dalla rivoluzione digitale, mettendone in luce le profonde implicazioni politiche e suggerendo una genealogia di tale trasformazione, a partire dalla svolta algebrica di Viète e dal progetto dell’ars combinatoria di Leibniz. Si mostra, quindi, come la progressiva riduzione del linguaggio a puro calcolo e operatività simbolica dipenda dall’ideale messianico della pacificazione universale, che in tal senso assume la forma di una Pax calculatoria. Questo ideale mira a neutralizzare il conflitto attraverso uno svuotamento della dimensione semantica del discorso, conducendo così alla depoliticizzazione. Contro questa tendenza totalizzante, il saggio propone il paradigma alternativo della traduzione. La traduzione emerge come l’unico spazio in grado di preservare la possibilità stessa della politica e di una pace orientata alla giustizia.

«Peloro»

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Pubblicato

2026-07-23