Scomparsa e rinascita del tempo irreversibile. Dalla separazione all’alleanza tra le due culture
DOI:
https://doi.org/10.13129/2240-7715/2021.2.97-111Resumen
Tramite il confronto con il mito di Κρόνος, divinità greca del tempo, e la suauccisione da parte del figlio Zeus, il saggio ripercorre il cammino, compiuto dalla scienza e dagli scienziati, a partire dal loro rifiuto dell’irreversibilità del tempo sino alla sua, quasi scandalosa, riscoperta. Il lavoro vuole mettere in luce, in un percorso storico-epistemologico, come sarà l’ingresso del disordine nella scienza a portare questo cambiamento, grazie agli studi di Fourier sulla propagazione dei corpi prima, al secondo principio della termodinamica e l’aumento dell’entropia dopo. Il tempo ha una freccia, una direzione, ed è il futuro. Tali scoperte costringono gli scienziati ad abbandonare la pretesa di controllare ogni aspetto della realtà e accompagnano, invece, gli uomini nell’imprevedibilità irreversibile di questo futuro. I sistemi viventi sono sistemi complessi lontani dall’equilibrio; sono, con le parole di Ilya Prigogine, strutture dissipative, attraversate da fluttuazioni e disordini che determinano il loro destino, imprevedibile e irreversibile. La temporalità torna ad essere struttura di tutto ciò che esiste; Κρόνος, da tempo divoratore e tiranno, si trasforma in Kαιρός, attimo propizio da cogliere, tempo umano, creativo, solidale. E se l’idea di un tempo reversibile sanciva una separazione tra le due culture, poiché la scienza descriveva un mondo non coincidente con quello esperito ogni giorno, la scoperta della sua irreversibilità permette di sanare lo iato, non soltanto tra cultura scientifica e umanistica, ma anche tra uomo e Natura. Si crea una “nuova alleanza”.
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