Un episodio delle relazioni commerciali tra Gran Bretagna e Regno delle Due Sicilie: “la questione degli oli napoletani”
DOI:
https://doi.org/10.6092/2240-7715/2021.1.149-161Resumen
Nella ricostruzione delle relazioni commerciali tra la Gran Bretagna e il Regno delle Due Sicilie, nella fase cruciale dello sviluppo economico-industriale della prima metà dell’Ottocento, emerge il tentativo del governo napoletano di avviare una propria politica economica indipendente dalla supremazia commerciale britannica, sorta all’indomani della Restaurazione. La svolta protezionistica degli anni Venti surriscaldava il clima diplomatico tra i due paesi, avviando rappresaglie da ambo le parti. Ma sarà il commercio dell’olio d’oliva napoletano, il maggior prodotto di esportazione del Mezzogiorno, a scatenare le ritorsioni inglesi. Il governo borbonico dimostrava con questo episodio di voler proseguire ad ogni costo il suo obiettivo di indipedenza economico-politica, ricercando e trovando nuovi sbocchi al prodotto fondamentale per l’economia dell’intero Regno, soprattutto attraverso i porti franchi del Mediterraneo. Il conflitto commerciale ingaggiato con la Gran Bretagna, in cui si inseriva anche quello più noto degli zolfi, si trascinerà per oltre un decennio, influenzando le relazioni diplomatiche tra i due paesi e si concluderà solo a seguito della svolta politico-commerciale del nuovo governo di sua Maestà Britannica degli anni Quaranta. Il Primo Ministro Robert Peel avvierà una nuova stagione nelle relazioni commerciali con tutte le “Maggiori Potenze” europee, basate sul libero scambio e la conseguente riduzione dei dazi doganali, determinando la stipula di un serie di trattati di commercio, in cui si inserirà anche la “Media Potenza” borbonica.Descargas
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