Morin e la “latinità” come radice dell’Europa e base per una nuova società
DOI:
https://doi.org/10.6092/2240-7715/2019.1.39-47Resumen
La “Latinità”, nella prospettiva di Edgar Morin, può essere vista come uno dei fondamenti spirituali dell’Europa. Riconoscere ed essere consapevoli di queste radici, può permettere, al giorno d’oggi, la comprensione della necessità di un’identità sovranazionale, che al tempo stesso non cancelli le identità particolari.La “Latinità” appare così un elemento identitario e di appartenenza utile per acquisire coscienza del destino comune dell’Europa e del mondo, che non può che configurarsi nel senso di un riconoscimento del valore del particolare nell’universale e viceversa.
Viviamo un’epoca nella quale spinte nazionalistiche fanno mettere in discussione l’idea stessa di Europa. Eppure, in prospettiva eminentemente storica, sin dal Medioevo tale idea ha guidato il nostro continente in una direzione peculiare, al di là dei contrasti nazionali. Da un punto di vista ideale, teoretico, si può dire, addirittura, che l’Europa “spirituale” – espressione di grande efficacia e bellezza utilizzata da Edmund Husserl – nasca addirittura con i filosofi Greci e il loro desiderio di capire la realtà per via di ragione, producendo idee: metodo, questo, assolutamente specifico, appunto, dell’ “Europa spirituale”
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