Dalla fonte documentaria alla pagina storiografica. Il Giustizierato di Basilicata nei Registri della Cancelleria Angioina (1266-1282)
DOI :
https://doi.org/10.6092/2240-7715/2018.2.43-73Résumé
Con il contributo degli studenti di Scienze Storiche si è, anzitutto, intesoindicare una metodologia di indagine storica che, condotta direttamente sopra un corpus documentario d’enorme rilievo per l’intero Mezzogiorno d’Italia, risulta efficace strumento di ricerca per ricostruire, in senso ampio, tutte le realtà territoriali (giustizierati provinciali, diocesi e comunità urbane) che composero il Regnum Siciliae in età angioina. Fonte primaria, infatti, è costituita dai Registri della Cancelleria Angioina, nel tempo oggetto di una serie di devastazioni, culminate con la quasi totale distruzione durante l’ultimo conflitto mondiale, ma parzialmente
tramandati nel corso dei secoli ad opera di diversi storici, archivisti, genealogisti e, a partire dal 1950, raccolti e pubblicati da Riccardo Filangieri e dagli “Archivisti Napoletani” per l’Accademia Pontaniana. Sono giunti fino a noi incompleti e in attesa di essere ulteriormente indagati, ma si mostrano fondamentali per la ricostruzione delle strutture politiche ed economiche, come pure dei complessi schemi e meccanismi della società siciliana. In definitiva, partendo da questo importante fondo documentario e da altre testimonianze, si è voluto delineare un quadro dell’organizzazione politica, sociale ed economica del giustizierato lucano, alla luce degli stretti intrecci di famiglie mercantili ed imprenditoriali che, soprattutto durante il regno di Carlo d’Angiò, legarono ogni giustizierato a tutti gli altri, entro uno schema pertanto leggibile in senso complessivo ed unitario.
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