L'adorazione dei Magi nelle bratteate di Siderno e Tiriolo

Autores/as

  • Elia Fiorenza

DOI:

https://doi.org/10.6092/2240-7715/2020.1.187-190

Resumen

Il monachesimo italogreco non solo produsse prosperità economica, ma anche ricchezza culturale. Oltre ad aver contribuito alla diffusione della conoscenza della letteratura greca antica e medievale nell’Italia e nell’Europa occidentale del Rinascimento e della Controriforma, il monachesimo è considerato l’anello di congiunzione tra il mondo culturale bizantino e quello latino; i monaci greci curavano con diligenza l’educazione intellettuale: si trattava soprattutto di cultura religiosa, quella profana era l’eccezione.
Tuttavia, accanto a questa grandezza culturale, importata da Bisanzio, esiste quella delle arti suntuarie, ovvero l’arte della lavorazione di smalti, oreficeria e metalli vari.
La presenza di queste attività artistico-artigianali nei territori dell’Italia Meridionale, che venivano praticati da artisti orientali, particolarmente monaci, è documentata fin dal VI secolo.

Publicado

2020-07-08

Número

Sección

Lavori in corso