L’immagine di Dante nella storia della filosofia
DOI:
https://doi.org/10.13129/2532-6864/2022.1-2.7-32Abstract
Il tema, con le sue molteplici connessioni che rinviano alla sterminata bibliografia dantesca, è assai ampio, per cui dobbiamo qui limitarci a una sintetica rassegna, scusandoci in anticipo delle inevitabili omissioni e facendo riferimento soprattutto alla storiografia italiana. Distinguiamo anzitutto tre fasi nell’approccio storiografico a Dante filosofo. La più remota, che dal tardo Cinquecento (cioè dai primordi della moderna storiografia filosofica) giunge all’inizio del sec. XIX, è caratterizzata da un’immagine “debole” del pensiero dantesco. La fase ottocentesca, che anche in questo caso si prolunga fino al secondo decennio del secolo successivo, è contrassegnata dal “tomismo” dell’Alighieri. La terza fase, quella novecentesca con i suoi prolungamenti sino ai nostri giorni, ha messo radicalmente in discussione il precedente paradigma interpretativo, ponendo in primo piano i rapporti di Dante con l’averroismo latino.
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