«E alcune cose, che non avrebbero dovuto essere dimenticate, andarono perdute»: Ken Liu e Tolkien fra eredità, modernità e tradizione

Autori

  • Andrea Cassini

Abstract

L’articolo esplora il dialogo letterario e filosofico tra J.R.R. Tolkien e Ken Liu, analizzando come i due autori affrontino in modo diverso i temi di mito, verità e potere. Se Tolkien fonda il fantasy moderno sulla pratica della mitopoiesi, Liu propone una reinterpretazione del mito relativista e democratica. L’autore trasforma la tecnologia in una nuova forma di magia e propone un’epica del cambiamento. L’articolo evidenzia come il “silkpunk” di Liu rappresenti una modernità mitologizzata, capace di riattivare il potere simbolico delle narrazioni antiche per costruire nuove forme di identità culturale e politica.
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The article examines the literary and philosophical dialogue between J.R.R. Tolkien and Ken Liu, highlighting their contrasting approaches to myth, truth, and power. While Tolkien establishes modern fantasy upon his concept of mythopoeia, Liu reinterprets storytelling through a relativist and democratic lens. Technology becomes a new kind of magic and the epic shifts toward change and transformation rather than restoration. The essay argues that Liu’s “silkpunk” aesthetic continues Tolkien’s mythmaking impulse, re-mythologizing modernity and reclaiming ancient narrative traditions to forge renewed cultural and political identities.

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Come citare

«E alcune cose, che non avrebbero dovuto essere dimenticate, andarono perdute»: Ken Liu e Tolkien fra eredità, modernità e tradizione. (2025). I Quaderni Di Arda, 1(1), 43-53. https://riviste.unime.it/index.php/Arda/article/view/5232