Educare alle frontiere. Saperi, pratiche e memorie dai “margini”
DOI:
https://doi.org/10.13129/2035-858X/QdI.2025.7-13Abstract
Le frontiere rappresentano oggi uno dei luoghi più significativi per comprendere le trasformazioni sociali, culturali ed educative che attraversano il nostro tempo. Esse non coincidono soltanto con i confini geografici tra Stati e territori, ma si configurano sempre più come spazi pedagogici, simbolici, politici e relazionali nei quali si intrecciano appartenenze, differenze, conflitti, memorie e possibilità di incontro.
In questo scenario, la pedagogia è chiamata a confrontarsi con la complessità delle esperienze che prendono forma ai margini, nelle periferie materiali ed esistenziali, nelle zone di contatto tra storie, culture, linguaggi e identità.
Questo numero di Quaderni di Intercultura, che ha come fil rouge il tema Educare alle frontiere. Saperi, pratiche e memorie dai margini, nasce dall’esigenza di interrogare criticamente tali spazi, superando una visione che associa il margine esclusivamente alla privazione o all’esclusione.
I margini, infatti, possono essere letti come luoghi generativi di conoscenza, laboratori di innovazione educativa e sociale, contesti nei quali prendono forma nuove modalità di abitare il mondo e di costruire relazioni. Essi costituiscono osservatori privilegiati per comprendere i processi di inclusione ed esclusione che caratterizzano le società contemporanee e per ripensare il ruolo dell’educazione nella promozione della giustizia sociale e culturale.
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