Attribuzioni in conflitto e isopsefia conciliatoria: sui lemmi autoriali degli epigrammi di Leonida di Alessandria
DOI:
https://doi.org/10.13129/2499-8923/2025/1/5022Abstract
Le attribuzioni autoriali alternative offerte dalla tradizione manoscritta dell’Anthologia Graeca rappresentano una vexata quaestio per gli studi dell’epigramma e condannano numerosi componimenti a una incerta paternità. Il contrasto coinvolge le in scriptiones, tra loro incongruenti, di diversi testimoni oppure di mani di diversi copisti che, nel medesimo manoscritto, apposero allo stesso epigramma lemmi autoriali tra loro ‘in competizione’, mettendo in luce le complesse dinamiche di authorship e di antologizzazione specifiche di questo genere letterario. In questo scenario, la produzione di Leonida di Alessandria (I d.C.) rappresenta un unicum metodologico, poiché l’isopsefia, il peculiare technopaegnionche la caratterizza, costituisce un criterio formale dirimente e ‘pacificatore’ per epigrammi di dubbia attribuzione, come illustrano i casi presi in esame nel presente contributo: AP IX 80, ἰσόψηφον attribuito all’omonimo Leonida di Taranto, ma da rivendicare all’Alessandrino; AP IX 123, associato alle tre diverse indicazioni ἀδέσποτον, τοῦ αὐτοῦ (ovvero Λεωνίδου Ἀλεξανδρέως) e Ἀντιφίλου, e infine AP IX 348, attribuito ad Archia nella sola Anthologia Planudea.
The alternative attributions to the epigrammatists offered by the tradition of the Anthologia Graeca represent a vexata quaestio for epigram studies and condemn numerous poems to uncertain authorship. This contrast involves the mutually incongruent inscriptiones of different manuscripts or the hands of different scribes who, in the same manuscript, attribute multiple authorial lemmata, ‘in competition’ with eachother, to the same epigram, highlighting the complex dynamics of authorship and anthologization of this literary genre. In this scenario, the poetic production of Leonidas of Alexandria (I A.D.) represents a methodological unicum, since isopsephy, its peculiar technopaegnion, results in a decisive and ‘pacifying’ formal criterion for epigrams of doubtful attribution, as the examples examined in the present contribution show: AP IX 80, ἰσόψηφονattributed to the homonymous Leonidas of Tarentum, but belonging to Leonidas of Alexandria; AP IX 123, associated with the three different indications ἀδέσποτον, τοῦ αὐτοῦ (i.e. Λεωνίδου Ἀλεξανδρέως) and Ἀντιφίλου, and finally AP IX 348, attributed to Archia in the Anthologia Planudea alone.
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