IL COMPLESSO RAPPORTO IDEOLOGICO TRA LUXUS E PARSIMONIA NELLA SOCIETÀ ROMANA DEL SEC. I D.C.
DOI :
https://doi.org/10.6092/2499-8923/2019/4/2200Résumé
Partendo dalla testimonianza di Tacito – grazie alla quale è possibile ricostruire per grandi linee lo ‘stile economico’ dell’Alto impero – si nota come negli anni dal 16 al 33 d.C. si affermino specificità caratteristiche della società romana, quali una politica finanziaria vòlta a sanare gli scompensi strutturali dell’economia agraria, l’intensificarsi del commercio con l’Oriente (ulteriore implemento al dilagare del luxus), una res publica imperniata sul princeps e sulla nobilitas senatoria, l’incremento dell’indice demografico servile. Lo studio si propone come un contributo alla discussione sulla presunta ‘razionalità dominatrice’, che avrebbe caratterizzato i ceti dirigenti romani e sul ruolo svolto dal principe in questa complessa dinamica, in cui il suo intervento fu ideologicamente sollecitato da quei gruppi di potere che più amavano mostrarsi legati al mos maiorum.
On the basis of Tacitus’ witness – thanks to which the ‘economic style’ of the High Empire can be reconstructed in broad terms – could be pointed out that, in the years 16 to 22 A.D., some basic features of the Roman society get established, including a financial policy designed to overcome structural financial problems in the agrarian economy, the intensification of the trade with the Orient (further cause of spreading of luxus), a res publica rotated around princeps and senatorial nobilitas, the increase in the average of slavish population. This paper aims to contribute to the discussion on the ‘dominant rationality’ that might have characterized the ruling roman classes, and on the role played by the Prince in this complex dynamic, whose intervention was requested by those powers that liked to show themselves true to the mos maiorum.
Téléchargements
Publiée
Numéro
Rubrique
Licence
PELORO pubblica in Internet ad accesso aperto con licenza:
CCPL Creative Commons
Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0
L'autore conserva il copyright sul suo contributo, consentendo tuttavia a chiunque "di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare l'opera", purché siano correttamente citati l'autore e il titolo della rivista.
L’autore, al momento della proposta di pubblicazione, è inoltre tenuto a dichiarare che il contenuto e l’organizzazione dell’opera è originale e non compromette in alcun modo i diritti di terzi, né gli obblighi connessi alla salvaguardia di diritti morali ed economici di altri autori o di altri aventi diritto, sia per testi, immagini, foto, tabelle, sia per altre parti di cui il contributo può essere composto. L’autore dichiara altresì di essere a conoscenza delle sanzioni previste dal codice penale e dalle leggi speciali per l’ipotesi di falsità in atti ed uso di atti falsi, e che pertanto PELORO è esente da qualsiasi responsabilità di qualsivoglia natura, civile, amministrativa o penale, e sarà dall'autore tenuta indenne da qualsiasi richiesta o rivendicazione da parte di terzi.