La questione del confine Etiopia-Somalia e il ruolo dell’Italia durante l’AFIS: un conflitto preannunciato
DOI :
https://doi.org/10.13129/2499-8923/2025/2/5171Résumé
Il presente articolo indaga il ruolo dell’Italia per la gestione del conflitto fra l’Etiopia e la Somalia, nel periodo fra la conclusione del secondo conflitto mondiale e l’indipendenza di Mogadiscio. In particolare, la ricerca analizza la questione confinaria nel quadro della difficile ripresa dei rapporti di Roma con l’Etiopia e nel contesto dell’Amministrazione Fiduciaria Italiana in Somalia. Per entrambi i paesi africani, l’irrisolto negoziato per l’area dell’Ogaden sarebbe stato cruciale, alimentando timori per la sicurezza nazionale e sfociando successivamente in un conflitto armato tra i due Stati. L’articolo analizza pertanto l’azione italiana per la risoluzione della questione, tenendo conto delle difficoltà e dei limiti dell’azione di Roma, protagonista di una fase particolarmente delicata anche per la sua stessa posizione di potenza regionale.
The article tackles Italy’s role in managing the conflict between Ethiopia and Somalia, in the period between the end of the Second World War and the independence of Mogadishu. In particular, the research analyses the border issue in the context of the difficult resumption of Rome’s relations with Ethiopia and in the management of the Italian Trusteeship in Somalia. For both African countries, the unresolved negotiation for the Ogaden area would have been crucial, fueling fears for national security and subsequently resulting in an armed conflict between the two states. The article therefore analyses Italian action to deal with this fundamental aspect, taking into account the difficulties and limits of Rome’s action, protagonist of a particularly delicate phase as a regional power.
Téléchargements
Publié
Numéro
Rubrique
Licence
PELORO pubblica in Internet ad accesso aperto con licenza:
CCPL Creative Commons
Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0
L'autore conserva il copyright sul suo contributo, consentendo tuttavia a chiunque "di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare l'opera", purché siano correttamente citati l'autore e il titolo della rivista.
L’autore, al momento della proposta di pubblicazione, è inoltre tenuto a dichiarare che il contenuto e l’organizzazione dell’opera è originale e non compromette in alcun modo i diritti di terzi, né gli obblighi connessi alla salvaguardia di diritti morali ed economici di altri autori o di altri aventi diritto, sia per testi, immagini, foto, tabelle, sia per altre parti di cui il contributo può essere composto. L’autore dichiara altresì di essere a conoscenza delle sanzioni previste dal codice penale e dalle leggi speciali per l’ipotesi di falsità in atti ed uso di atti falsi, e che pertanto PELORO è esente da qualsiasi responsabilità di qualsivoglia natura, civile, amministrativa o penale, e sarà dall'autore tenuta indenne da qualsiasi richiesta o rivendicazione da parte di terzi.