Stilicone e la corte di Ravenna: un conflitto culturale?
DOI :
https://doi.org/10.13129/2499-8923/2025/1/5025Résumé
La nomina del magister militum vandalo Stilicone come tutore del figlio minore, Onorio, da parte di Teodosio I nel 395 fu coerente con la politica filo-barbarica già intrapresa dall’imperatore dopo il foedus con i Goti del 382. Sebbene la presenza di generali barbari nelle più alte gerarchie militari romane sia stata più precoce nell’Impero d’Occidente rispetto a quello d’Oriente, in entrambi i contesti politico-culturali è possibile rinvenire tracce dell’esistenza di un partito anti-barbarico. In quest’ottica, è interessante indagare le motivazioni che portarono alla caduta di Stilicone: il sospetto di collaborazione con i barbari era fondato o, invece, l’avversione nei suoi confronti scaturiva da un pregiudizio anti-barbarico?.
The nomination of the Vandal magister militum Stilicho as guardian of the younger son, Honorius, by Theodosius I in 395 was coherent with the pro-barbarian policy already undertaken by the emperor after the foedus with the Goths in 382. Although the presence of barbarian generals in the highest Roman military hierarchies was earlier in the Western Empire than in the Eastern Empire, in both political and cultural contexts it’s possible to find traces of the existence of an anti-barbarian party. From this perspective, it is interesting to investigate the reasons that led to Stilicho’s fall: was the suspicion of collaboration with the barbarians well-founded or, instead, did the aversion towards him arise from an anti-barbarian prejudice?.
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