I FATIMIDI, IL MEDITERRANEO E LA MOSCHEA DI REGGIO
DOI :
https://doi.org/10.6092/2499-8923/2018/3/2096Résumé
La vicenda della Moschea di Reggio è estremamente breve, risolvendosi nell’arco di 4 anni. Studiare il contesto in cui viene costruita e la sua funzione fino al drammatico epilogo nel 956 permette tuttavia di cogliere uno spaccato formidabile del Mediterraneo altomedievale e delle tensioni che lo attraversavano. Oltre allo scontro tra la compagine araba e l’Impero Bizantino, è possibile riconoscere qui – per la prima volta sul territorio italiano – i segni di una contrapposizione tra due anime dell’Islam: quello della tradizione sunnita, rappresentato dall’Emirato di Cordova, e quello prorompente dei Fatimidi, sostenitori di una dottrina sciita estremamente radicale. La città di Reggio, così prossima alle coste siciliane da restare coinvolta nei rivolgimenti politici sull’Isola, si presenta come luogo di incontro e di scontro tra interessi delle varie potenze dell’epoca.
The story of the Reggio Mosque is extremely brief, resolving in the short space of 4 years. Studying the context in which it was built and it functioned until the dramatic epilogue in 956, however, allows us to grasp a extraordinary insight into the early-medieval Mediterranean and the tensions that crossed it. In addition to the clash between the Arab forces and the Byzantine Empire, it is possible to recognize here - for the first time in the Italian peninsula - the evidence of a contrast between two souls of Islam: that of the Sunni tradition, represented by the Emirate of Cordoba, and that of the rampant Fatimids, followers of an extremely radical Shiite doctrine. The city of Reggio, so close to the Sicilian coast as to remain involved in the political upheavals in the island, presents itself as a place of meeting and confrontation between the interests of the various powers of the time.
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