La tassazione diretta nel Regno di Napoli tra la fine del XIII e la metà del XV secolo: la Basilicata angioina e aragonese in una prospettiva comparativa
DOI :
https://doi.org/10.6092/2499-8923/2016/1/1347Résumé
L'articolo mira ad investigare il sistema della tassazione diretta («subventio generalis» o «collectae») nell’Italia meridionale durante il Medioevo, con particolare attenzione alla provincia amministrativa della Basilicata nel periodo della dominazione angioina e aragonese da Alfonso il Magnanimo a Ferdinando I di Napoli, attraverso una ricerca documentaria nei Registi della Cancelleria angioina, nell’Archivo de la Corona de Aragón e nell’Archivo de la Ciudad de Barcelona.
This article points to investigate direct taxation («subventio generalis» or «collectae») in late medieval southern Italy, paying specific attention to the province of Basilicata during Angevin and Aragonese domination (from Alfonso the Magnanimous to Ferdinand I of Naples), through a documentary research in the Registri della cancelleria angioina, in the Archivo de la Corona de Aragón and in the Archivo de la Ciudad de Barcelona.
Téléchargements
Publié
Numéro
Rubrique
Licence
PELORO pubblica in Internet ad accesso aperto con licenza:
CCPL Creative Commons
Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0
L'autore conserva il copyright sul suo contributo, consentendo tuttavia a chiunque "di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare l'opera", purché siano correttamente citati l'autore e il titolo della rivista.
L’autore, al momento della proposta di pubblicazione, è inoltre tenuto a dichiarare che il contenuto e l’organizzazione dell’opera è originale e non compromette in alcun modo i diritti di terzi, né gli obblighi connessi alla salvaguardia di diritti morali ed economici di altri autori o di altri aventi diritto, sia per testi, immagini, foto, tabelle, sia per altre parti di cui il contributo può essere composto. L’autore dichiara altresì di essere a conoscenza delle sanzioni previste dal codice penale e dalle leggi speciali per l’ipotesi di falsità in atti ed uso di atti falsi, e che pertanto PELORO è esente da qualsiasi responsabilità di qualsivoglia natura, civile, amministrativa o penale, e sarà dall'autore tenuta indenne da qualsiasi richiesta o rivendicazione da parte di terzi.