L’emigrazione dei minatori siciliani nella Francia del secondo dopoguerra: tra conquiste sindacali e disagio

Autori

  • Marco Spada <span style="font-family: 'times new roman', times;">Università degli Studi di Messina</span>

DOI:

https://doi.org/10.13129/2499-8923/2025/2/5168

Abstract

Nel grande capitolo dell’emigrazione dei minatori siciliani nella Francia del secondo Dopoguerra, la rivolta mineraria della Ciavolòtta, avvenuta ad Agrigento nel 1954, rappresentò un punto di svolta fondamentale nella lotta per i diritti dei lavoratori nelle miniere siciliane. Gli scioperi già in atto da oltre un settantennio a causa delle pessime condizioni di lavoro, della retribuzione misera e dell’assenza di sicurezza, assunsero un carattere sempre più incalzante nella prima metà degli anni Cinquanta, in particolare nell’agrigentino, durante il decennio di maggiore emigrazione dei minatori siciliani in Francia. Questa rivolta, segnata da forti tensioni, contribuì a rafforzare la già consolidata coscienza sindacale e sociale, aprendo la strada ad ulteriori progressi nei diritti dei lavoratori siciliani di lunga tenuta.

In the great chapter of the emigration of Sicilian miners to post-World War II France, the Ciavolòtta mining revolt, which took place in Agrigento in 1954, represented a key turning point in the struggle for workers’ rights in Sicilian miners. The strikes that had already been going on for more than seventy years because of poor working conditions, paltry pay and the absence of security, took on an increasingly fierce character in the first half of the 1950s, particularly in the Agrigento area, during the decade of greatest emigration of Sicilian miners to France. This uprising, marked by strong tensions, helped strengthen the already established union and social consciousness, paving the way for further advances in Sicilian workers’ rights.

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Pubblicato

2025-12-30