Martin Buber e l’utopia della pace: il topos dialogico e la corruptio seminis del conflitto arabo-israeliano
DOI :
https://doi.org/10.13129/2499-8923/2026/1/5550Résumé
Il contributo esamina la concezione utopica della pace di Martin Buber, mostrando come essa si discosti dalle interpretazioni convenzionali dell’utopia intesa come progetto astratto o teleologico. Nella prima parte, ripercorrendo il passaggio dall’interventismo bellico di Buber alla svolta dialogica della filosofia dell’Io-Tu, lo studio evidenzia la natura topica, relazionale e situata del suo pensiero utopico, radicato nell’incontro e nella responsabilità verso l’altro. Questa prospettiva orienta sia il suo socialismo comunitario sia la sua interpretazione del chassidismo, uniti dall’imperativo etico di rinnovare le relazioni umane nel qui e ora. La seconda parte analizza invece l’impegno di Buber nel conflitto arabo-israeliano come banco di prova decisivo della sua filosofia dialogica. Lungi dal costituire un ideale distaccato, la pace emerge qui come una pratica concreta disposta a confrontarsi con la complessità storica e politica, producendo i suoi risultati più significativi proprio all'interno della corruptio seminis della realtà stessa.
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