«Io sono la lotta». Conflitto e ragione nella Scienza della Logica di Hegel

Autori

  • Beatrice Monti <span style="font-family: 'times new roman', times;">Università degli Studi di Palermo</span>

DOI:

https://doi.org/10.13129/2499-8923/2025/2/5150

Abstract

La Scienza della logica, come Logica del Concreto, è il dispiegarsi della dialettica attraverso il susseguirsi di violente cesure, dove il pensiero è l’operare stesso della contraddizione. Il radicale ripensamento hegeliano della contraddizione apre a una particolare modalità di intendere il conflitto, non più come statica opposizione tra determinazioni reciprocamente indifferenti, bensì come negatività immanente a ogni termine. Così, la riflessione hegeliana, oltre a costituire un importante strumento critico-teoretico, si presenta come una specifica urgenza etica. Il pensiero, come movimento del negativo, si mostra come via d’uscita e posizionamento critico nei confronti di ogni sapere che, escludendo la contraddizione, non può che cadere nell’oblio dell’indifferenziato o nel violento domino di un termine sull’altro.

Hegel’s Science of Logic, as a Logic of the Concrete, unfolds dialectics through a series of radical disruptions, where thought operates through the force of contradiction. Hegel’s radical rethinking of contradiction provides a new way to understand conflict, no longer as a static opposition between indifferent determinations, but as negativity inherent to every term. In this way, Hegelian reflections serves not only as a criticaltheoretical tool, but also presents itself as a specific ethical urgency. Thought, as the movement of the Negative, emerges both as a critique and, at the same time, as a solution to all forms of knowledge that, by excluding contradiction, can only lead to the oblivion of the undifferentiated or the violent domination of one term over another.

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Pubblicato

2025-12-30