Recensione a: Conflict, Space and Transnationalism: An Ethnography of the 2020 Second Nagorno-Karabakh War (Arsen Hakobyan e Marcello Mollica, Palgrave Macmillan, 2025)
DOI:
https://doi.org/10.13129/2240-7715/2026.1.151-153Abstract
Questo estratto di una delle numerose interviste contenute in Conflict, Space and Transnationalism: An Ethnography of the 2020 Second Nagorno-Karabakh War (2025) ben riflette le motivazioni profonde che hanno portato gli antropologi Arsen Hakobyan e Marcello Mollica a concentrarsi su quest’opera; riflette, dunque, la volontà di analizzare la seconda guerra del Nagorno-Karabakh servendosi dei principali strumenti dell’antropologia contemporanea e ripercorrendo le tracce di quella memoria viva che collega l’ultimo conflitto del Nagorno-Karabakh alla lunga e sinistra storia delle lotte e dei traumi del popolo armeno. Il conflitto, iniziato nel 2020 e durato 44 giorni, non è trattato principalmente attraverso la lente storica, sebbene un ampio approfondimento del contesto storico-politico sia offerto nei primi tre capitoli. È il lavoro sul campo che rappresenta il punto di forza di questo libro: per la sua originalità, per il lodevole grado di approfondimento e di compartecipazione alle vite vissute di chi nel conflitto è ed è stato “intrappolato”, per la sua capacità di tenere insieme il “prima”, il “durante” e il “dopo-guerra”. L’etnografia è stata condotta in Armenia, nella regione del Nagorno-Karabakh e in Georgia, nel periodo compreso tra il 2018 e il 2024, ed è stato intessuto, a livello di conduzione della ricerca e poi di restituzione testuale, con le numerose interviste etnografiche a militari e civili, a uomini e donne di differenti strati sociali impegnati nel conflitto.
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