Lipari: pomice, dazi e guerre commerciali
DOI:
https://doi.org/10.13129/2240-7715/2026.1.111-130Abstract
Nel 1781 Dolomieu affermava che Lipari era « l'immenso magazzino che fornisce la pomice a tutta l'Europa, oggetto d'esportazione perché necessario a molte attività», confermando l’ampia diffusione ed il grande uso della pomice in tutta l’Europa. Le terre pomicifere, considerate da sempre terre comuni, erano meta di cavaioli singoli e a gruppi, i quali prendevano ciò che potevano, alimentando, comunque, un discreto commercio di esportazione.
Nel corso dell'Ottocento lo sfruttamento delle terre pomicifere si andò sempre più intensificando, assumendo la piena fisionomia industriale a partire dal 1880. Ben presto giunsero a Lipari rappresentanti di società straniere che prima si limitarono ad acquistare il prodotto, poi cominciarono a selezionarlo ed a lavorarlo nei mulini che fecero costruire a Lipari, Canneto, Porticello e ad Acquacalda.
Con l'arrivo degli imprenditori stranieri l'esportazione registrò momenti di forte rilancio ed assunse modelli di sviluppo di tipo imprenditoriale sconosciuti sino a quel momento. Gli imprenditori, tuttavia, avviarono anche una serie di battaglie, colpi bassi, concorrenza sleale, spionaggio e tradimenti, per il controllo del mercato della pomice.
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