Genderizzazione degli agenti artificiali: stereotipi e pregiudizi nell’IA
DOI:
https://doi.org/10.13129/2240-7715/2022.2.101-111Abstract
Quello della robotica sociale è un settore di ricerca che, a partire dagli ultimi decenni del secolo scorso, ha conosciuto una crescita sempre più massiccia. Essendo destinati ad entrare, in un futuro ormai non troppo remoto, nelle nostre case e in buona parte della società, questi agenti artificiali di nuova generazione impongono delle riflessioni che intrecciano strettamente il campo delle scienze matematiche ed ingegneristiche con quello delle scienze umane. Poiché, tra le sue innumerevoli caratteristiche, uno dei punti cardine della robotica sociale è quello di favorire un’interazione sostenibile e basata sulla fiducia tra robot ed esseri umani, spesso entra in azione quel meccanismo che involontariamente trasferisce ai robot quelle caratteristiche che solitamente tendiamo ad attribuire ai nostri simili. Tra queste rientra a pieno titolo anche l’attribuzione di un genere e, assumendo spesso una visione stereotipata della società, anche dei conseguenti ruoli occupazionali che gli vengono destinati.
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