L’identità plurale dell’uomo nell’antropologia filosofica di Hannah Arendt. Possibili declinazioni

Autori

  • Maria Laura Giacobello Dipartimento di Civiltà antiche e moderne (DICAM), Università degli Studi di Messina (Italia)

DOI:

https://doi.org/10.13129/2240-7715/2021.2.63-76

Abstract

L’identità umana si connota per la sua radicale pluralità, in ogni possibile
declinazione. L’antropologia filosofica di Hannah Arendt, in questa specifica
prospettiva, offre l’immagine di un’identità interattiva, espressione di un soggetto dinamico che individua se stesso attualizzando al contempo la relazione con l’altro: la dimensione del “chi” è infatti quella in cui entriamo in relazione con gli altri e quindi abitiamo il mondo. La pluralità è la legge della terra. Se la persona è costitutivamente dialogica, a causa della sua struttura intrinsecamente relazionale, la sua realizzazione passa inevitabilmente attraverso l’esercizio dell’azione, che trova il suo luogo di elezione nello spazio pubblico, in cui si pratica la politica.

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Pubblicato

2022-01-12

Fascicolo

Sezione

Saggi