Il Medioevo tra mito e realtà
DOI:
https://doi.org/10.6092/2240-7715/2018.2.97-109Abstract
Prendendo in considerazione le diverse fasi della storia dell’uomo risulta evidente che ogni periodo ha avuto via via una connotazione talvolta positiva talvolta negativa. A tal proposito, è giusto puntualizzare che tra tutti i periodi storici, quello che ha subito una maggiore mitizzazione e deformazione prospettica, in senso fortemente negativo, è indubbiamente l’epoca medievale.L’idea generale che si ha del Medioevo è quella di un lungo periodo di riempimento della storia, compreso tra la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 dc) e l’età dell’Umanesimo e del Rinascimento (XIV sec.). Già l’idea stessa del Medioevo come “periodo intermedio”, quindi mobile, confuso e caotico è da considerarsi sbagliata. In effetti, nel corso della storia è impossibile distinguere fasi di movimento e trasformazione, da fasi di pura immobilità. Proprio per questa sua collocazione tra due epoche che, alla luce delle fonti forniteci degli intellettuali dall’epoca moderna in poi, potremmo definire “positivi”, si tende a conferire al Medioevo una condizione di negatività che lo accosta in maniera spontanea al concetto ormai consolidato dei “secoli bui”
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