Quale pacifismo? Norberto Bobbio e Danilo Zolo a confronto
DOI:
https://doi.org/10.13129/2499-8923/2025/2/5175Abstract
Alla luce delle idee di Hans Kelsen e Carl Schmitt, si ricostruiscono, con metodo storiografico, le opposte vedute ireniste di Norberto Bobbio e Danilo Zolo, essendo convinto, l’uno, della necessità monistica d’istituire un governo planetario, conforme al principio kelseniano della pace attraverso il diritto; l’altro, dell’opportunità secessionistica e in senso lato schmittiana di preservare il multilateralismo, polipolio che favorirebbe la cooperazione fra gli Stati, come dimostrato dall’odierna epistemologia della complessità. La polemica di Zolo con i cosiddetti Western globalists, indubbiamente debitrice delle teorie giusinternazionalistiche di Schmitt, si traduce, quindi, nella condanna del new world order statunitense (difeso invece da Bobbio, che mal sopportava l’antiamericanismo settario). Si dimostra, in ultimo, che i convincimenti di Zolo, culminati nell’apologia dell’Europa mediterranea quale argine allo strapotere atlantista, non incrinarono il rapporto personale con Bobbio, sempre improntato al più sincero rispetto.
This essay uses a historiographic method to reconstruct the pacifist ideas of Norberto Bobbio and Danilo Zolo in light of the theories of Hans Kelsen and Carl Schmitt. Bobbio strongly advocated for a monistic world order and the establishment of a global government, consistent with the Kelsenian principle of ‘Peace through Law’. Zolo, conversely, argued that international multilateralism, which supports cooperation among States, should be preserved a position he saw affirmed by the contemporary Epistemology of Complexity. Drawing upon Schmitt’s theory of International Law, Zolo’s critique targeted so-called Western globalists and strongly opposed the US New World Order, which Bobbio, a staunch opponent of sectarian anti-Americanism, had instead approved. The essay ultimately demonstrates that while Zolo’s beliefs culminated in an apology of Mediterranean Europe as a defence against excessive Atlanticism, this divergence never damaged his consistently respectful friendship with Bobbio.
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