La carità del fine vita: il testamento del notaio Pietro de Lello di Monforte (secc. XV-XVI)
DOI:
https://doi.org/10.13129/2499-8923/2024/2/4668Abstract
La carità nel corso del Medioevo si concretizzò in molteplici forme e coinvolse, indistintamente, uomini e donne. Molti scelsero di esercitarla in prima persona, altri preferirono attuarla attraverso la pratica testamentaria al termine della propria vita, anche per garantirsi la salvezza dell’anima. Le ultime volontà di Pietro de Lello ne sono dimostrazione. Oltre a lasciare ingenti risorse alla chiesa da lui fondata, il notaio riservava un legato perpetuo per il matrimonio di orfane e stabiliva la realizzazione di un ospedale, del quale si sono seguite la costituzione e l’iniziale gestione. Tutto ciò in un’area periferica che si è potuta inserire in un più ampio sistema assistenziale non solo locale.
Charity during the Middle Ages took shape in many forms and involved men and women without distinction. Many chose to practise it themselves, others preferred to implement it through testamentary proceeding at the end of their lives, also to ensure the salvation of the soul. Pietro de Lello’s last wishes are proof of this. In addition to leaving huge resources to the church he founded, the notary reserved a perpetual legacy for the marriage of orphans and established the construction of a hospital, the establishment and initial management of which followed. All of this in a peripheral area that has been able to be included into a broader welfare system that is not just local.
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