Il latino e il greco nella scuola 2.0: insidie e vantaggi della didattica digitale integrata
DOI:
https://doi.org/10.13129/2724-0169/2020.1.151-166Parole chiave:
digital innovation, didactics, classic languages, apps, strategies, , cambiamento, digitale, didattica, lingue classiche, app, strategieAbstract
Dopo circa un decennio di riflessioni e formazione, nell’anno scolastico 2019-20 la didattica digitale ha fatto irruzione nella scuola italiana. Il processo così innescato sembra irreversibile, dunque la capacità di gestirlo e integrarlo con le strategie didattiche tradizionali diventa imprescindibile. La prima e fondamentale esigenza sta nella formazione dei docenti che deve entrare nel merito specifico delle discipline, attraverso un percorso che renda non solo consapevoli, ma soprattutto esperti delle risorse che gli strumenti offerti dalla rete propongono. Solo in questo modo, senza demonizzare il cambiamento, ma dominandolo ed educando gli studenti ad una efficace e opportuna strategia di utilizzo e consultazione del digitale, la didattica delle discipline del mondo classico potrà modificarsi senza snaturalizzarsi rispetto ai suoi obiettivi primari, e continuare a dialogare con le nuove generazioni, utilizzando un linguaggio comune e condiviso.
After about ten years of reflection and training, in the 2019-20 school year digital didactics broke into Italian schools. The process started seems irreversible, so the ability to manage it and integrate it with traditional teaching strategies becomes essential. The first and fundamental need lies in the training of teachers, into the specific merit of the disciplines, through a path that makes them not only aware, but above all experts, of the resources that the tools offered by the network. Only in this way, without demonizing change, but dominating it and educating students to an effective and appropriate strategy of use and consultation of digital, the teaching of the disciplines of the classical world will be able to change without losing its primary objectives, and continue to dialogue with the new generations, using a common and shared language.
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